Luce blu, i timori sono fondati: ecco perché è pericolosa

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Immagini: iStock Photos

Una ricerca che è stata portata a termine molto di recente, ha messo in evidenza come la luce blu che è presente sugli schermi di un gran numero di dispositivi non fa altro che provocare un’accelerazione del processo di invecchiamento di una persona.

Da tale studio è emerso, quindi, come un’esposizione per diverso tempo alle lunghezze d’onda blu che vengono diffuse da parte degli schermi di pc, tablet e tanti altri dispositivi mobili tecnologici provoca un gran numero di rischi per la salute delle cellule che si trovano non solamente negli occhi, ma anche all’interno della pelle e nel cervello.

Danni non solo agli occhi, ma anche al cervello e alla pelle

Diversi studi che sono stati portati a termine da poco hanno svelato come ci sia un legame tra la luce blu e l’insorgenza non solamente di rughe, ma anche di macchie scure sul corpo della persona che sta per tante ore davanti a questo tipo di luce dei vari schermi dei dispositivi tecnologici.

Si tratta di una tipologia di esposizione, infatti, che va a provocare uno stress di tipo ossidativo rispetto alle cellule, senza dimenticare come sia in grado di favorire anche la diffusione maggiore di radicali liberi. Di conseguenza, è in grado di provocare un gran numero di danni nei confronti di tutte quelle funzioni di protezione che vengono svolte da parte della pelle.

Stando ad una recente ricerca che viene svolta da parte della Oregon State University, inoltre, pare che tali lunghezze di onda blu siano in grado di causare un gran numero di danni alle cellule che si trovano nel cervello e alle retine, ovvero quelle membrane dallo spessore ridotto che vanno a rivestire la superficie che si trova all’interno degli occhi.

Questa ricerca ha trovato poi spazio all’interno della rivista “Aging and Mechanisms of Disease”. Lo studio è stato eseguito sul moscerino della frutta, conosciuto con il nome scientifico di Drosophila melanogaster, che ha un buon numero di meccanismi cellulari simili o identici rispetto ad altri animali, ma anche agli esseri umani.

Un’esposizione ogni giorno, pari a 12 ore, ad una luce a led blu, simile rispetto a quella emessa dai vari device tecnologici, ha provocato un aumento della velocità con cui si è verificato il processo di invecchiamento di tali moscerini. I danni hanno coinvolto in modo particolare le cellule della retina e i neuroni presenti nel cervello, ma hanno colpito pure la loro abilità nel muoversi e arrampicarsi sulle pareti.

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