Buco nell’ozono: lo strato si è ripristinato, ma senza legami con il lockdown

buco nell'ozono

Durante il mese di marzo una notizia che aveva lasciato il segno in tutti gli addetti ai lavori: ovvero, il buco nell’ozono che si era aperto sopra il Polo Nord per colpa di un ciclone freddo polare che non aveva precedenti. Adesso, però, è arrivata la bellissima notizia, ovvero che tale strato si è ripristinato, anche se non ci sono dei legami con il lockdown imposto un po’ in tutto il mondo per contrastare la diffusione del Covid-19.

Il buco nell’ozono che si era aperto durante il mese di marzo sopra l’Artico si è chiuso del tutto. Un fenomeno che non ha mai avuto precedenti sia per quanto riguarda le dimensioni, ma anche in riferimento alla durata.

Una notizia che è stata diffusa da parte del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine, direttamente sull’account Twitter ufficiale. A marzo, infatti, i vari scienziati avevano individuato un’apertura del tutto strana e particolare che era emersa proprio all’interno dello strato di ozono che sta sopra il Polo Nord.

Stando a quanto riportato dagli scienziati, si è trattato di un fenomeno legato alle rigide temperature che sono state provocate da un ciclone freddo davvero di carattere estremo. Un vortice polare che è arrivato nella stratosfera e ha praticamente conservato l’aria fredda che era stata immagazzinata sopra il Polo Nord.

Nel momento in cui, poi, le temperature diminuiscono fino ad un limite piuttosto basse, ecco che tendono a crearsi delle nuvole polari di stratosfera che sono in grado di mettere in azione le varie sostanze chimiche che si trovano nell’atmosfera e che gli scienziati hanno ribattezzato come dei veri e propri killer per l’ozono, come ad esempio i vari composti di cloro.

In media, le temperature che ci sono sul mare Artico non sono talmente basse come quelle che caratterizzano il continente artico, in cui da oltre trent’anni, durante l’inverno, si apre un buco nello strato di ozono davvero di dimensioni notevoli. Ebbene, tale buco si è richiuso naturalmente, esattamente secondo le previsioni. Ed è stato proprio il vortice, che è durato in via eccezionale di più quest’anno, a causare il diradamento dell’ozono e un incremento delle temperature fino ad arrivare a 20 gradi. Una reazione che ha favorito la nuova formazione dello strato di ozono sulla regione.  Eppure, non ha alcun legame con il lockdown. Le ultime stime sottolineano come l’ozono potrebbe ripristinarsi completamente nell’emisfero nord entro il 2030, nell’emisfero australe entro il 2050 e nelle zone polari entro il 2060.

Commenti

commento