Ansia, consumare poca frutta e verdura non è d’aiuto

Frutta secca

Un nuovo studio ha messo in evidenza come chi soffre d’ansia dovrebbe inserire nella propria dieta un maggior quantitativo di frutta e verdura. Infatti, una recente ricerca ha svelato come chi mangia meno di tre porzioni di frutta e verdura al giorno, ha il 24% in probabilità in più di avere a che fare i con i sintomi che sono caratteristici dell’ansia.

L’ansia è una di quelle problematiche che sono diffuse in tutto il mondo: addirittura, pare che ben il 10% dell’intera popolazione ne venga colpito. È chiaro che tanto è legato anche a quello che si consuma ogni giorno. Un nuovissimo studio realizzato mediante il Canadian Longitudinal Study on Aging, ha svelato come le persone adulte che consumano un ridotto quantitativo di frutta e di verdura hanno più alte probabilità di soffrire d’ansia.

Per quanti sono soliti mangiare meno di tre porzioni di frutta e di verdura ogni giorno, la probabilità di dover affrontare una diagnosi legata a un disturbo d’ansia è pari al 24%. È quanto è stato raccontato da parte della ricercatrice che ha guidato lo studio, ovvero Karen Davison, che lavora presso il Politecnico di Kwantlen.

Un risultato, quello a cui sono giunti i ricercatori, che può parzialmente essere d’aiuto per svelare anche i valori correlati con la composizione corporea. Infatti, visto che i livelli di grasso del corpo complessivi, in quanti consumano meno frutta e verdura, hanno subito un incremento superiore al 36%, la probabilità di soffrire di un disturbo d’ansia è parallelamente aumentata di ben più del 70%.

L’incremento del grasso del corpo può avere un legame con un’infiammazione più estesa. Diverse ricerche svolte nell’ultimo periodo hanno messo in evidenza come determinati disturbi d’ansia si possono ricollegare esattamente ad un’infiammazione.

Le figure femminili sono quelle maggiormente colpite da tale problematica. Addirittura, ben una su nove, nello studio, ha sofferto di disturbi d’ansia, in confronto ad una persona su quindici negli uomini. Un risultato che conferma le indicazioni degli studi precedenti, che avevano evidenziati come le donne avessero una maggiore vulnerabilità nei confronti delle problematiche d’ansia in confronto al sesso maschile.

Dallo studio sono emersi altri aspetti molto interessanti: ad esempio, c’è una prevalenza di disturbi d’ansia per chi è sempre stato single rispetto a chi convive. Nel 25% chi ha un reddito familiare più basso di 20 mila dollari annui ha una probabilità doppia di soffrire d’ansia in confronto a chi supera tale soglia.

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