Vespa, alla scoperta di quella più antica di sempre!

Vespa 0

Parlare della Vespa come di un successo che ha coinvolto tutto il mondo, è molto semplice. Un grande pregio è stato quello di non aver cambiato la struttura di base, ma di aver saputo dimostrare di essere in grado di rinnovarsi, senza troppi fronzoli o indecisioni.

Vespa, l’innovazione alla base del successo

Anche la Vespa Elettrica che è stata lanciata da poco rappresenta proprio quell’intenzione di stupire e di innovare che non ha mai abbandonato questo storico marchio. Ebbene, se adesso ne stiamo parlando, bisogna rendere merito all’idea geniale che ebbe Corradino d’Ascanio, un ingegnere di origini abruzzesi che, nel Dopoguerra, fu particolarmente lungimirante nell’intuire che tipo di mezzo fosse necessario per muoversi in Italia.

I primi modelli

Proprio grazie a quell’idea venne sviluppata la prima Vespa, la “Serie 0”, la cui produzione si fermò unicamente a sessanta pezzi. Ebbene, proprio uno di questi modelli della prima serie in assoluto è stato esposto a Parigi, nel corso dell’evento Retromobile, gestito dall’associazione Ruote da Sogno.

Un modello della Serie O esposto a Parigi

Si tratta di un pezzo che, chiaramente, presenta un valore pazzesco, dal momento che dopo quella serie O la produzione venne industrializzata. Ebbene, questo modello di Vespa risale proprio al 1946 ed è ancora integro e funzionante. Può contare sulla spinta di un propulsore da 98 cc, con alimentazione di un motore monocilindrico a due tempi di 3,2 Kw.

C’erano solo tre marce

Il cambio di questa prima Vespa è a sole tre merce, ma è comunque in grado di sfrecciare ad una velocità massima pari a 60 km/h. Dal 1946 ad oggi sono passati la bellezza di 73 anni e sono solamente tre i modelli che sono riusciti a resistere intatti e integri in tutto questo tempo.

Niente rivestimento in alluminio per il manubrio

La Vespa della Serie O che è stata esposta all’evento Retromobile a Parigi porta il numero 1003: nulla da stupirsi, dal momento che la numerazione prendeva il via dal numero 1001. Tra le principali caratteristiche di questo primissimo modello troviamo certamente un sedile a molle, che non ha alcun tipo di ammortizzatori, mentre il manubrio non può contare sul rivestimento in alluminio. Ed è quest’ultima una delle differenze più interessanti rispetto ai modelli successivi.

Era assente anche ilcavalletto

Esattamente come ogni altra prima serie, anche questa non ha il cavalletto. Quindi, si poteva parcheggiare unicamente appoggiandola con la dovuta grazie al muro. Solo in seguito venne installato un cavalletto, ma in posizione laterale.

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