Sisu, ecco il metodo finlandese per imparare a essere più resilienti

sisu

Anche l’emergenza sanitaria che abbiamo dovuto affrontare sta necessariamente portando a tante situazioni complicate. Chi ha perso il lavoro, chi è finito in cassa integrazione, chi ha rischiato di perdere un parente o chi l’ha perso davvero. Chi, invece, fortunatamente non è stato toccato da queste disgrazie, ma ha difficoltà ad affrontare la quotidianità, deve sapere che tutte le restrizioni portano un rischio molto grande, ovvero quello di diventare estremamente insofferente anche rispetto alle poche regole che sono ora rimaste.

Eppure, non serve a nulla lasciar perdere tutte le restrizioni fino ad ora: è importante tirar fuori tutto il proprio senso civico e responsabilità. Un ottimo concetto su cui si può fare leva in questo periodo è stato ribattezzato sisu e arriva direttamente dalla Finlandia. Con tale parola, si vuole fare riferimento a quel potere con cui le persone possono provare ad affrontare anche quelle sfide che sembrano impossibili da superare.

Quando si parla di sisu, in realtà, non si fa riferimento alla volontà oppure alla forza mentale, quanto piuttosto si vuole segnalare quell’energia viscerale legata alla resistenza umana. Con il termine di sisu, quindi, si vuole indicare quella capacità di andare oltre i propri limiti, effettuando l’accesso alle varie riserve di energia che vengono accumulate.

Quindi, con tale parola si fa riferimento ad un vero e proprio mix di qualità, tra cui la resistenza, la determinazione e il coraggio. Da Lathi è arrivato un paragone con la riserva che tutte le auto hanno all’interno del serbatoio, che entra in funzione nel momento in cui il carburante è terminato nel suo quantitativo normale.

La parola sisu ha anche uno stretto legame con la grinta e uno degli esempi migliori per descriverne il significato giunge a noi direttamente dalla Finlandia. Stiamo facendo riferimento a Veikka Gustafsson, che nel lontano 1993 fu il primo finlandese che ebbe l’ardore di compiere quella che sembrava una missione quasi impossibile, ovvero scalare l’Everest.

Bisogna comunque prestare la massima attenzione ad un aspetto, ovvero che il sisu può essere uno stimolo che dà una mano ad affrontare le difficoltà, ma al tempo stesso potrebbe anche trasformarsi in elemento distruttivo. Insomma, tutto cambia in base al modo in cui viene utilizzato. Infatti, un eccesso di sisu può inevitabilmente portare ad un vero e proprio esaurimento, ma anche una sorta di sfinimento e disconnessione rispetto alla realtà. C’è la necessità, quindi, di sfruttare il sisu nella propria vita, ma anche compassione, onestà e volersi bene.

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