Ritardatari? Il successo è molto più vicino di quello che si potrebbe pensare

Sindrome da rientro al lavoro

A volte essere dei ritardatari cronici comporta anche di fare delle brutte figure con amici, parenti e pure nelle relazioni di coppia. Eppure, secondo un recente studio, pare che i ritardatari potrebbero andare incontro a dei vantaggi impensabili, ovvero il fatto di avere più successo e soprattutto di vivere più a lungo.

Probabilmente nessuno di voi lo fa apposta e non c’è una persona che crede che presentarsi in ritardo agli appuntamenti possa essere il trampolino di lancio verso il successo. Eppure, è proprio così, almeno secondo quanto è stato riportato da parte di una recentissima ricerca scientifica. E, se lo dice la scienza, vale la pena quantomeno ascoltare.

Siete dei ritardatari cronici? Non tutto il male viene per nuocere…

Sembra che tutti coloro che tendono ad arrivare spesso e volentieri in ritardo ai vari appuntamenti, in fin dei conti, abbiano più probabilità di affermarsi sul mondo del lavoro. Al tempo stesso, però, potrebbero contare pure su un altro vantaggio e non di poco conto, dal momento che vivrebbero più a lungo, soprattutto in rapporto a quanti li stanno aspettando.

Tutte quelle persone che sono in ritardo in maniera cronica, di conseguenza, non lo farebbero perché sono maleducate, ma solo ed esclusivamente per via del fatto che prendono sottogamba la valutazione del tempo che serve per svolgere una determinata azione. Un concetto che è stato ribattezzato difetto di pianificazione e che, stando a quanto riportato dagli esperti, sarebbe pure uno dei concetti più difficile da estirpare nei modi di comportarsi.

La ricerca che arriva dagli Usa

La ricerca in questione è stata portata a termine da parte di Jeff Conte, un professore associato di psicologia che lavora presso la San Diego University, che ha individuato che alcuni tratti di personalità possono essere sicuramente in grado di rivestire un ruolo decisivo nel favorire il fatto di essere dei ritardatari cronici.

Il gruppo di ricercatori, nel corso dell’indagine in questione, ha distinto 194 studenti universitari in due differenti categorie. Chi fa parte del gruppo A, ovvero coloro che si sono dimostrati maggiormente frenetici e fin troppo orientati al raggiungimento dei risultati, hanno la tendenza ad essere decisamente più puntuali.

Poi ci sono i ragazzi classificati nel gruppo B, decisamente più rilassati, con una tendenza quasi naturale a fare ritardo in ogni occasione. Sembra che gli studenti, senza avere l’orologio, avessero un’idea completamente differente della durata di un minuto, con una differenza di circa 18 secondo tra il gruppo A e il gruppo B.

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