Melograno, la soluzione perfetta per combattere l’avanzare degli anni

melograno

In natura abbiamo la possibilità di sfruttare un gran numero di alimenti che permettono di svolgere un’attività benefica per il corpo umano. Probabilmente in pochi lo sanno, ma il melograno si caratterizza per essere uno di quei cibi che contrastano notevolmente l’invecchiamento dei muscoli.

Se fino a qualche tempo l’effetto benefico del melograno era limitato ai “consigli della nonna”, ma adesso sono arrivate delle evidenze scientifiche a sostenere tale tesi. Stiamo facendo riferimento alle proprietà benefiche del melograno, che presenta ufficialmente un importante potere anti-aging sui muscoli.

Il melograno e i benefici sulla salute

Si tratta di uno tra i frutti più apprezzati e diffusi da secoli, visto che già popoli molto antichi avevano scoperto i suoi influssi benefici sulla salute. In questo caso, il melograno va ad agire direttamente sul processo di invecchiamento che coinvolge i muscoli che, con il passare degli anni, tendono a ridursi. Non è certo l’unica sostanza utile in tal senso, dal momento che esistono anche cibi come noci, fragole, lamponi, more e mirtilli rossi che garantiscono un buon contributo anti-aging.

Il melograno riesce a svolgere un’azione di rallentamento sull’invecchiamento mitocondriale grazie alla presenza di ellagitannini al suo interno. Nel momento in cui tali molecole finiscono nel corpo umano, ecco che, all’interno dell’intestino, subiscono un processo di conversione, che le porta a diventare un vero e proprio composto, che è stato ribattezzato urolitina A.

Un gruppo di ricercatori svizzeri che lavora presso il Politecnico di Losanna, in compagnia di altri colleghi che operano presso l’Istituto di Bioinformatica SIB Swiss, ha capito come l’urolitina rappresenta il solo composto che riesce a ridare vigore a quelle cellule che si occupano della sostituzione mitocondriale, ma che sono state danneggiate.

Contrasta l’invecchiamento cellulare

Negli individui più giovani non servono alcun “aiutino” esterno, dal momento che tali cellule si rinnovano in modo del tutto automatico e naturale. Con l’invecchiamento, dai 50 anni in avanti, invece, il corpo umano cambia e, in sostanza, non riesce più a far fronte a quella necessità di pulizia dei mitocondri “difettosi”. L’effetto principale di tale situazione è il fatto di perdere progressivamente la massa muscolare, ma anche altri tipi di tessuti finiscono con l’indebolirsi.

Un composto i cui effetti era già stati oggetto di ricerche in passato, ma in riferimento agli animali. Un articolo che venne diffuso tre anni, infatti, evidenziava come il ciclo di vita dei vermi nematodi, dopo la somministrazione di urolitina A, aveva subito un incremento del 45%, passando da 20 a 30 giorni.

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