Isole Marshall e il problema nucleare: le ultime notizie sono terribili!

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Ci sono alcune zone delle Isole Marshall, nello specifico sul magnifico atollo di Bikini, che il livello di radiazioni è addirittura più alto rispetto che a luoghi tristemente noti all’umanità come Fukushima e Chernobyl. Le rilevazioni di un gruppo di ricercatori della Columbia University di New York non lasciano spazio ad alcun dubbio e lanciano un campanello d’allarme drammatico.

I recentissimi studi sono stati pubblicati sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, ma si legano a doppio filo con un ulteriore studio risalente al 2016 che stava indagando sulla contaminazione radioattivi dei vari atolli presenti nell’Oceano Pacifico. Purtroppo, si tratta di zone che sono state oggetto di un gran numero di test ed esperimenti nucleari da parte degli Stati Uniti: ne furono realizzati ben 67 tra il 1946 e il 1958.

Isole Marshall, gli ultimi studi sulle radiazioni spaventano

Secondo quanto scoperto dai ricercatori e dalle stime a cui sono giunti, pare che, negli anni seguenti alle esplosioni, la contaminazione che colpì terre e oceano andò a propagarsi addirittura per oltre un milione di chilometri quadrati rispetto ai punti che vennero impiegati come ground zero, come furono gli atolli di Enewetak e Bikini, fino al fall-out eseguito sugli atolli di Utrik e Rongelap.

In tutti i vari rilevamenti che sono stati portati a termine nel 2015, il gruppo di ricercatori, sempre della Columbia University aveva rinvenuto dei livelli di radiazioni gamma che, mediamente, vanno al di là di tutti quei valori che sono stati determinati da parte degli accordi raggiunti con il governo delle Isole Marshall.

Per il ripopolamento non è ancora il momento giusto

Proprio in virtù di questa novità, il gruppo di ricercatori ha scelto di andare a fondo con le ricerche. Sono passati ben più di settant’anni rispetto alla data dei test nucleari da parte del governo americano, ma a dare le conferme delle preoccupazioni dell’ateneo sono stati i campioni di terreno prelevati ai due diversi atolli di Bikini e di Enewetak.

Ebbene, in entrambi i casi, i livelli di contaminazione da plutonio 239 e 240 sono stati rinvenuti addirittura dieci volte maggiori rispetto a quanto osservato a Fukushima e all’area di esclusione di Chernobyl. Anche nelle isole di Runit, Enjebi e Naen la misurazione di alcuni campioni del terreno ha portato a scoprire dei livelli di plutonio superiori alle due città tristemente note al mondo intero. E il ripopolamento? Fino a quando non ci sarà l’esclusione dei rischia sanitari, nessuno potrà mettere piede su queste isole.

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