Infelicità, qual è il periodo meno sereno nella vita degli uomini

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Una nuova ricerca che è stata portata avanti da parte del Dartmouth College, ha svelato come siano i 47 anni l’età in cui gli uomini finiscono maggiormente in crisi. I ricercatori hanno ipotizzato l’esistenza di una sorta di curva della felicità, che presenta la classica forma ad U. Quindi, dopo aver toccato un picco in negativo, ecco che la serenità riprende a salire.

Il detto secondo cui la vita comincia una volta compiuti 40 anni è stato spesso e volentieri smentito. Anche in virtù del fatto che pare, sette anni dopo, si arrivi al punto più basso per quanto riguarda la tristezza. L’età della felicità dovrebbe corrispondere ai 47 anni, almeno stando ad uno studio che è stato portato avanti da parte del National Bureau of Economic Research.

Il punto di tristezza più alto della propria vita, o se preferite il momento meno felice, si verifica intorno ai 47,2 anni in tutti gli Stati più sviluppati, mentre arriva dopo esattamente un anno nei Paesi che vengono definiti in via di sviluppo. Insomma, questa curva a forma di U è una vera e propria realtà non solo nei Paesi in cui c’è lavoro e i salari medi sono alti, ma anche dove tali condizioni non ci sono.

David Blanchflower, che insegna presso il Dartmouth College di Hanover, negli Usa, ha diretto questo studio, mettendo in evidenza come questo particolare modello di forma ad U è stato rinvenuto sia quando prendeva in considerazione tutti i vari elementi di distinzione tra le persone, sia quando, al contrario, non utilizzava alcun tipo di fattore di distinzione.

Insomma, la curva della felicità si trova dappertutto. Blanchflower ha fatto oggetto di valutazione ben 15 differenti parametri per poter effettuare la misurazione dell’infelicità. Tra i vari elementi che sono stati presi in considerazione troviamo la disperazione, la paura, ma anche la solitudine, lo stress e l’insonnia.

Anche se vari fattori esterni nella quotidianità di tante persone si sono evoluti o modificati, stando a Blanchflower c’è un modello generale che emerge sempre e comunque, indipendentemente anche dal Paese di origine. Questo modello, con la forma ad U, è valido sia per chi è single che per chi è sposato e ha una grande famiglia, e non fa distinzioni tra uomini e donne.

Nella ricerca è stato preso in considerazione anche uno studio che risale al 2012 e che mette in evidenza come c’è una vera e propria curva della felicità ad U anche negli animali, nello specifico tra oranghi e scimpanzé. Nel corso della mezza età, anche loro sono destinati ad affrontare un picco di tristezza.

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