Cibi alla cannabis light, guidare sì o no? Ecco i risultati di un recente test!

cannabis light

Avete mai provato i cibi alla cannabis? No? Allora se volete farlo, scordatevi poi di mettervi alla guida. Non è esattamente una buona idea, giusto per usare un eufemismo, dal momento che si rischia di combinare un incidente. Eppure, quando si parla di cannabis light sembra che tutto questo non valga.

La diffusione della cannabis light

Per chi non lo sapesse, la cannabis light sta trovando una notevole diffusione in tutto il territorio italiano e in Europa. Senza il principio attivo pare che gli effetti siano notevolmente meno intensi. È vero, ma comunque mettersi alla guida non è mai una buona idea, come è stato svelato anche da una ricerca portata a termine da Quattroruote.

Gli effetti su chi guida

Infatti, la cannabis light andrebbe in ogni caso a distorcere la percezione della velocità, così come i tempi di reazione sarebbero notevolmente incrementati. Al tempo stesso, sono anche aumentati i falsi allarmi mentre la persona che ha fatto la prova era alla guida.

Il test di Quattroruote

Il test di Quattroruote ha messo in evidenza quali possono essere gli effetti della cannabis light sulle persone che si mettono alla guida. I tre tester hanno consumato la cannabis light, uno mangiandola, il secondo mangiandola e bevendola, con il terzo che ha solamente bevuto. È bene sottolineare come on ci siano degli errori di guida piuttosto importanti.

I partecipanti al test

Quello che è emerso, però, è che i partecipanti al test hanno provveduto ad azionare più spesso il pedale nel freno nel corso del test pratico dei riflessi, anche nel momento in cui mancavano i vari stimoli visivi. Uno dei tester ha avuto dei tempi di reazioni notevolmente più alti quando l’auto era ferma. Inoltre, è emersa anche una percezione scorretta della velocità stimata in confronto a quella effettivamente reale.

L’analisi dei campioni di saliva e urina

Interessante notare come l’indagine ha previsto anche il prelevamento di campioni sia di urina che di saliva ai tre tester. Tali campioni sono stati oggetto di analisi presso il Laboratorio di Tossicologia forense dell’Università di Pavia. L’obiettivo è quello di stabilire se dalle analisi emergesse la presenza di sostanza alcaloide con delle conseguenze psicoattive.

E la legge cosa dice?

Secondo quanto viene previsto dalla legge, è permesso commerciare la cannabis light, mentre il codice della strada è decisamente confusionario da questo punto di vista. La normativa, nonostante sia vietata la guida in stato di alterazione psico-fisica, in realtà non va a determinare i limiti del principio attivo previsti. Un test che non modificherà sicuramente l’idea al Consiglio superiore di sanità, che ha già negato la vendita di cannabis light.

Commenti

commento